La via degli Dei (o anche sentiero degli Dei) è un percorso escursionistico che collega le città di Bologna e Firenze, passando attraverso gli Appennini.

Il nome deriva probabilmente dai toponimi di alcuni monti attraversati, fra cui Monte Venere a Monzuno e Monte Luario a Firenzuola (con riferimento alla dea Lua, invocata dai Romani in guerra), nei pressi del passo della Futa.

La via, attualmente segnata dal CAI, utilizza un percorso principalmente di crinale molto simile ai percorsi utilizzati nel Medioevo per le comunicazioni fra Bologna ed il capoluogo toscano, e ancora prima dai Romani attraverso l’antica strada militare romana Flaminia militare.

Il percorso, ricostruito a partire dagli anni ’90, attraversa numerosi luoghi di interesse naturalistico e paesaggistico a quote intorno ai 1000 m s.l.m. In alcuni punti i sentieri passano proprio sulle antiche pavimentazioni stradali ancora superstiti dopo 2000 anni di storia.

via degli dei


Il Parco regionale storico di Monte Sole è stato istituito nel 1989 ed è situato nella città metropolitana di Bologna. Si estende sul territorio compreso fra i fiumi Reno e Setta teatro, durante la Seconda guerra mondiale, del tremendo Eccidio di Monte Sole effettuato dai militi nazi-fascisti nel 1944. Il Parco Storico di Monte Sole si estende per quasi tutta l’area coinvolta nell’eccidio. L’istituzione di questa area protetta, oltre che la tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale, ha come scopo il mantenere vivo l’interesse e la memoria di questo cupo pezzo di storia italiana, delle vicende della Brigata Partigiana Stella Rossa, attraverso la diffusione di una cultura di pace rivolta soprattutto alle giovani generazioni.

Il Parco copre un’area di circa 6.300 ettari compresa nel territorio dei Comuni di Marzabotto, Monzuno e Grizzana Morandi, i quali uniti alla Provincia di Bologna, al Comune di Bologna, alle Comunità Montane n. 10-Alta e Media Valle del Reno e n. 11-Cinque valli Bolognesi costituiscono il Consorzio di Gestione del Parco.[1]

Il territorio del parco si sovrappone quasi interamente con il sito di interesse comunitario Monte Sole (IT4050003).[2]


Altre bellezze e monumenti a poca distanza sono:

Rocchetta Mattei (a km 21)

La Rocchetta fu la dimora del conte Cesare Mattei, letterato, politico e medico autodidatta fondatore dell’elettromeopatia, pratica fondata sull’omeopatia. Il 5 novembre 1850 viene posta la prima pietra della Rocchetta e già nel 1859 è considerata abitabile, tanto che Cesare Mattei non se ne allontana più. All’interno della Rocchetta il conte conduce una vita da castellano medievale e arriva addirittura a crearsi una corte, con tanto di buffone[2]. Il castello ospitava illustri personaggi che arrivavano da ogni dove per sottoporsi alle cure di Mattei, sembra che, addirittura, ospiti della Rocchetta siano stati Ludovico III di Baviera e lo zar Alessandro II. Nel 1925 è visitata in forma ufficiale dal Principe di Piemonte. Persino Dostoevskji cita il Conte ne I fratelli Karamàzov, quando fa raccontare al diavolo di essere riuscito a guarire da terribili reumatismi grazie a un libro e a delle gocce del Conte Mattei[3].


Kainua Citta etrusca a Marzabotto (a km 16)

Kainua (Kàinua) è un’antica città etrusca che sorgeva sul Pian di Misano e sulla soprastante altura di Misanello presso l’attuale comune di Marzabotto, nella città metropolitana di Bologna, nota fino a pochi anni fa con il nome di Misa (dal nome del luogo del ritrovamento)[1][2][3].

Fondata nel V secolo a.C. (Marzabotto II) a poca distanza dal fiume Reno, Kainua fu una delle città-stato più importanti dell’Etruria padana, assieme a Felsina (Bologna) e Spina, nonché un importante snodo commerciale tra l’Etruria tirrenica e la Pianura Padana, fino ad oltralpe. L’esistenza della città è nota fin dal 1551, quando frate Leandro Alberti nel suo Descrittione di tutta Italia ipotizza la presenza di una città antica sulla base del ritrovamento di alcune rovine di edifici, mosaici e monete[4].

A soli 40 km dalla vicina Bologna, all’area archeologica e all’annesso Museo nazionale etrusco di Marzabotto si accede risalendo la Strada statale 64 Porrettana (BolognaPistoia). Il sito, seppur andato in parte perduto a causa dell’erosione della marna dovuta al fiume Reno (che sgretolò la parte più a sud del pianoro su cui era fondata la città provocandone il crollo), rimane unico nel suo genere poiché ha perfettamente conservato le tracce della sua planimetria[5]. Esso si presenta caratterizzato da un impianto urbano ortogonale di stampo coloniale ed è costituito per lo più da numerose case-bottega, un’acropoli, due necropoli (necropoli nord e necropoli est) e diverse aree sacre. Della maggior parte degli edifici sono rimaste le sole fondazioni, a causa dei lavori agricoli che si sono succeduti nel corso dei secoli e che hanno ridotto l’alzato degli edifici.


Santuario della Madonna di San Luca (a km 40)

Il santuario della Madonna di San Luca è una santa basilica dedicata al culto cattolico mariano e si eleva sul colle della Guardia, uno sperone in parte boschivo a circa 300 m s.l.m. a sud-ovest del centro storico di Bologna. È un importante santuario nella storia della città, fin dalle sue origini meta di pellegrinaggi per venerare l’icona della Vergine col Bambino detta “di San Luca“. Il santuario è raggiungibile da porta Saragozza attraverso una lunga e caratteristica via porticata, che scavalca via Saragozza con il monumentale Arco del Meloncello (1732) per poi salire ripidamente fino al santuario.

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